Eccellenze italiane ..

La Toscana è una regione unica al mondo dove esiste una compresenza di eccellenze produttive in settori merceologici eterogenei che sono il frutto di una filosofia imprenditoriale dove estetica ed etica vanno di pari passo, esiste la consapevolezza che dal territorio nascono i saperi e i sapori che sempre rappresentano l’identità di una comunità.

L’ Italia si distingue per il salutare stile di vita, per il suo passato caratterizzato da poeti e scrittori illustri, da Fellini e Dante Alighieri, Petrarca, Foscolo, Leopardi e non solo.. per il settore automobilistico con Ferrari, Fiat, Bugatti, Maserati, per continuare con le firme della moda con Versace, Armani, Valentino, Cavalli .. per non parlare del gelato, della pizza e della pasta fresca all’uovo e il buon caffè e anche di Roberto Baggio ..insomma in ogni contesto l’Italia si distingue e si fa strada facendosi amare..

Sua maestà il VINO e tutto ciò che ne deriva..

Gli uomini della preistoria impararono ad apprezzare il frutto di questa pianta rampicante (Vitis Vinifera) consumandone i grappoli oppure il succo spremuto. Un giorno, casualmente, qualcuno si accorse che il succo dell’ Uva dimenticato in un rudimentale contenitore , aveva subito una strana trasformazione.

Il suo gusto era mutato e la sua assunzione provocava piacevoli effetti nel corpo e nello spirito, siamo nel Paleolitico e da qui inizia la storia del Vino! Nella preistoria erano molte le bevande alcoliche lasciate fermentare; la birra o l’idromele ma fra tutte il vino è la sola bevanda che ha saputo imporsi nel gusto e nei consumi anche al di fuori della sua zona di produzione.Solo dopo il II secolo a.C., dopo che i Romani, inventori dell’innesto e diffusori della vite ben oltre i confini originari, si apriranno taverne e il vino si avvierà a diventare un consumo quotidiano, un alimento.Il vino che si beveva a quei tempi era molto diverso da quello che conosciamo noi; le tecniche di coltura e di vinificazione attuali erano sconosciute e spesso il vino, sottoposto a bollitura ai fini della conservazione, dava luogo a bevande dense e sciroppose, ad alta gradazione e quasi sempre di sapore dolce.

Addolcito, aromatizzato, profumato con decine di spezie (miele, zucchero di canna, erbe, fiori, resine..) , conservato in recipienti di terracotta vicino a camini e canne fumarie assumendo gusti e sapori affumicati e molto lontani da ciò che conosciamo.

Nel frattempo i Galli avevano inventato la botte in legno, strumento che porterà ad una vera e propria rivoluzione nel mondo del vino, consentendo di migliorare le tecniche di vinificazione , conservazione e trasporto. Ai Galli si deve riconoscere anche la creazione della Vitis allobrogica, una varietà più resistente al freddo, grazie alla quale nasceranno i vigneti di Borgogna. Con i Romani dunque si assiste ad un vero e proprio boom , i vigneti venivano impiantati in ogni terra conquistata e nasce così il suo commercio e le guerre sui prezzi.

A partire dalle invasioni nel III secolo d.C. però, le popolazioni di ceppo germanico, che costringono a poco a poco i romani ad abbandonare le loro colonie, saranno portatrici di una cultura diversa da quella romana basata sull’ intelletto e lo stile di vita si contrappone completamente a quello classico romano.

Il culto della forza fisica sostituisce quello delle virtù intellettuali e se nel mondo antico i modelli comportamentali erano basati sull’intelletto e la saggezza, per le irruenti genti nordiche le doti da perseguire sono piuttosto il vitalismo, l’energia fisica e il coraggio in battaglia.

A tavola viene sostituita la raffinata degustazione del vino accompagnata dalla lettura di carmi conviviali ad un pantagruelico e rumoroso banchetto dove il capo afferma la sua superiorità anche con la smisurata capacità di ingoiare cibi e bevande. Nella dieta dei “barbari” la carne prende il posto della frutta e della verdura e il nostro amato vino viene sostituito da birra e idromele, tradizionali bevande fermentate nel Nord Europa.

Sono questi dunque i nuovi sapori che cancellano la cultura del vino e dell’olio

 

…almeno per un po’ !!

 

Quelli che vanno dal XI al IX secolo sono tempi di instabilità anche per la viticoltura e gli unici a mantenerla in vita sono i monaci cristiani dove il vino rimane parte integrande del rito della messa, il sacrificio nel corso del quale, quotidianamente, il pane e il vino si fanno carne e sangue del Dio che dona salvezza agli uomini, ed ecco allora che per i monaci produrre quel nettare equivale a diffondere il messaggio evangelico.

La riconquista ….del vino

Con i primi sintomi di ripresa economica e sociale nel X secolo, la ripresa degli scambi e la ripopolazione dei centri urbani, la viticoltura diventa una delle attività agricole principali, insieme alla lana e alla stoffa, il vino diventa un elemento essenziale, uno status symbol al quale le nobili famiglie e l’aristocrazia non vuole rinunciare.

Gli impianti diventano meno casuali e caotici, si comincia ad adattare i vitigni al tipo di terreno e di clima anche se le tecniche di vinificazioni sono ancora approssimative; il vino proviene il più delle volte dalla miscela di uve bianche e rosse presenti insieme nei vigneti, i travasi non sono praticati regolarmente e la possibilità di conservazione nella stragrande maggioranza di questi prodotti non supera l’anno.

Pian piano cambia il consumo, ci si abitua a bere questo vino più fresco e leggero, in accompagnamento ai pasti, mentre nelle città si moltiplicano le Osterie. Nell’ epoca dei grandi navigatori il commercio del vino è un fenomeno consolidato e di grande importanza economica e sociale; un mezzo di evasione dalle fatiche quotidiane ma anche una fonte di calorie a basso prezzo e per gli aristocratici uno dei piaceri della vita.

Arriviamo ai giorni d’oggi passando per il periodo di grande importanza che ha dato modo ai produttori di affinare le tecniche vista la concorrenza con altre bevande come il Gin, l’acquavite e la birra per continuare con sapori esotici come il tè, il caffè e il cioccolato di grande moda nei salotti. Nasce così la necessità di offrire al mercato del vino prodotti qualitativamente superiori.
 
 
 
 

Nel corso del Seicento quindi vi è la scoperta dell’uso dello zolfo come stabilizzatore e antisettico, si scopre che le botti se mantenute sempre colme impediscono l’acidificazione del vino, vengono utilizzate bottiglie di vetro per mantenerlo e si scopre il sughero, miglior materiale per la chiusura delle bottiglie proprio per le sue qualità come la quasi totale inerzia, impermeabilità, resistenza, flessibilità , aderenza e facile lavorazione. Si arriva ad oggi così.. passando per periodi storici, battaglie e conquiste di terre ..

La storia del vino, dei suoi mutevoli valori attribuiti dalle varie popolazioni e le tecniche sempre in crescita mi ha affascinato molto ..

Abbinare l’ esperienza della degustazione dei vini Toscani e la scoperta delle varie cantine che si trovano sul nostro territorio, da vita a matrimoni pieni di emozioni, gli invitati, spesso provenienti da altre parti d’ Italia e del mondo, avranno la fortuna di vivere le nostre eccellenze in un contesto di festa e felicità come quello delle nozze.. un abbinamento perfetto!